Come funziona un motore orbitale e quali sono le sue caratteristiche

15 Luglio 2022
Come funziona un motore orbitale e quali sono le sue caratteristiche

Largamente impiegati in diverse applicazioni, i motori orbitali sono utilizzati nelle macchine agricole edili, nelle gru, nelle macchine falciatrici, nei trasportatori, negli equipaggiamenti nautici e nelle macchine per lavorare la gomma, la plastica e il legno. Scopriamo come funziona un motore orbitale e le sue caratteristiche.

I motori orbitali cosa sono

Cosa sono i motori orbitali? I motori orbitali sono motori ad ingranaggi orbitali su rulli con distributore frontale compensato e fornito di cuscinetti a rulli sull'albero di uscita. Questi motori vengono utilizzati in applicazioni medio/pesanti, come appunto nelle:

  • Macchine edili e piattaforme
  • Macchine movimento terra e forestali
  • Macchine falciatrici
  • Gru e trasportatori
  • Macchine per la lavorazione e il taglio del legno
  • Equipaggiamenti nautici e verricelli per pescherecci

La potenza motore orbitale che si ottiene è espressa in watt (o in kilowatt, dove W). Se si desidera tenere conto delle varie perdite, bisogna dividere questa potenza per il rendimento totale. La presenza di molteplici varianti consente di trovare sempre la soluzione ideale, per ciascuna applicazione specifica.

Come funziona un motore orbitale

Qual è il funzionamento del motore orbitale? Nel motore orbitale funzionamento avviene secondo il principio di un ingranaggio interno (rotore), che ruota all'interno di un ingranaggio esterno fisso (statore).

Inoltre, questi motori, grazie allo scarico dell’olio di drenaggio, possono essere collegati in serie ad altri. L'uso di guarnizioni di tenuta per pressioni elevate, anche senza utilizzare una linea di drenaggio motore orbitale, permette loro di funzionare perfettamente.

In oleodinamica il motore svolge un’azione speculare della pompa, in quanto converte l’energia idraulica erogata dalla pompa in potenza meccanica. Questa energia viene sviluppata sull’albero di uscita del motore, ed è proporzionale a: M (coppia) x n (regime di rotazione).

Il motore è un macchinario volumetrico, visto che gestisce il trasporto di liquido tramite variazioni di volume nelle sue camere interne. Nei motori oleodinamici orbitali l’olio viene risucchiato tramite un tubo d'aspirazione posizionato a pochi centimetri dal fondo del serbatoio, ed esce in pressione dal condotto di mandata della pompa.

Da questo punto, prima di essere mandato alle utenze, alimenta gruppi valvole dalla quantità e composizione variegata, a seconda della tipologia d’uso.

Come fare la scelta motore orbitale

Esistono diverse varianti di motori oleodinamici, detti anche idraulici, che possono essere:

  • A ingranaggi esterni
  • A pistoni radiali a cilindrata fissa
  • A pistoni assiali a cilindrata fissa
  • A cilindrata variabile
  • A pistoni orbitali a cilindrata fissa

In generale un motore idraulico viene scelto per applicazioni, che prevedono un carico superiore sul motore, perché è più resistente e affidabile. Inoltre, consente di variare la velocità di rotazione e di invertire il senso di marcia molto facilmente.

Per queste sue caratteristiche viene largamente utilizzato nel settore agricolo, nel settore del movimento terra e nell’ambito marino. Per scegliere fra i vari tipi di motori idraulici orbitali quello più adatto alle proprie esigenze occorre conoscere prima di tutto la cilindrata del motore, che va scelta insieme al riduttore e viene calcolata con specifiche formule matematiche in base alla coppia di uscita da trasmettere dal riduttore.

Nella scelta del motore idraulico orbitale bisogna tenere conto anche della velocità del riduttore. La cilindrata viene espressa in cm³ e rappresenta il volume teorico di olio, che serve al motore per compiere un giro completo.

Per scegliere il motore è necessario conoscere anche la portata, ovvero la quantità di olio necessaria per assicurare un certo numero di giri. Con questo dato è, infatti, possibile definire la dimensione che dovrà avere la pompa, per fornire la pressione idraulica necessaria a generare la quantità di energia meccanica corretta.

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